giovedì 11 novembre 2010

Etologia

Mi scuserà il buon dottordivago, ma il post che ha scritto ieri non solo mi è piaciuto assai, ma mi ha fatto tornare in mente un episodio gustoso che ben si adatta ad essere inserito nella categoria "etologia". Quindi gli copio il titolo del post e la categoria, spero non se ne abbia troppo a male.
Per chi fosse pigro e non volesse andarsi a leggere il post del doc, ricordo solo la definizione di etologia:

Il termine etologia (dal greco ethos e logos che significano rispettivamente «carattere» o «costume» e «ragionamento») indica la moderna disciplina che studia il comportamento animale nel suo ambiente naturale.

Qui si parlerà dell'animale uomo... e che animale, ragazzi!
Mi trovavo in un'armeria di Trieste, per ritirare alcuni accessori ordinati dal mio genitore... e stavo facendo due chiacchiere con uno dei titolari. Non so se siate mai entrati in un'armeria: per chi no c'è mai stato, l'interno più o meno appare così:


Ci sono vetrine con esposti fucili, pistole e relativi accessori.
Per entrare bisogna suonare il campanello, come in certe gioiellerie. Inoltre, questa particolare armeria ha la maniglia della porta d'ingresso a forma di rivoltella.
Ma torniamo a noi: son lì che chiacchiero, quando suona il campanello, ed entra un ragazzo tra i venticinque e i trenta. Gli faccio segno che sono servito, quindi può tranquillamente rivolgersi al titolare. Il ragazzo estrae un cellulare dalla tasca, dicendo:"buongiorno, non si accende, volevo sapere se può ripararlo".
Io rimango come un fesso, a bocca semiaperta e sguardo stordito. Comincio a pensare che non sapevo che quel negozio riparasse anche cellulari. O magari non è un cellulare, ma qualche attrezzo particolare per il tiro...
Il titolare del negozio invece taglia corto:"Il laboratorio di riparazioni è la porta a fianco, venti metri a destra uscendo."
Uscito il giovane, il mio sguardo allibito spinge l'armaiolo a spiegare:"Mi capita almeno dieci volte al giorno. Il laboratorio a fianco è famoso, ripara cellulari a buon prezzo. E ogni giorno ci sono almeno dieci persone che, nonostante le vetrine, nonostante la maniglia della porta, nonostante il campanello, nonostante l'esposizione che vedi intorno a te... entrano e mi chiedono di riparargli il cellulare. Mi viene tristezza quando penso che il voto di ciascuno di costoro valga esattamente quanto il mio e il tuo. Per carità, non ne faccio una questione di orientamento: io non so cosa voti, forse tu puoi immaginare come voti io. Ma almeno io e te sappiamo dove abbiamo il culo, mentre questi girano con l'aquilone in una mano e il gelato nell'altra... l'unica speranza è che ce ne siano in parte uguale da una parte e dall'altra, quando si va a votare."
Ci ho pensato a lungo. Mi ritengo abbastanza lontano dagli estremismi, di qualsiasi genere. Però penso che effettivamente, prima di avere la tessera elettorale, sarebbe opportuno un esamino. Un po' come per la patente... niente di complicato. Un paio di domande di logica, un paio di lingua italiana, un paio di storia e geografia. Domande tipo "La rivoluzione francese è antecedente all'unità d'Italia?" O anche "La Sardegna è un'isola?". Tanto per assicurarsi che chi mette quella cazzo di croce sulla scheda, almeno abbia una vaga idea di essere al mondo.

7 commenti:

ilpirata ha detto...

Non ci vuole l'esamino, ci vuole l'eliminazione totale, la derattizzazione, anche perchè l'ignorante si riproduce molto più velocemente delle persone normali.

Lucy ha detto...

Non ci posso credere! Incredibile

Anonimo ha detto...

Non so se te l'ho mai detto ma anch'io ho avuto un'armeria e una volta è successa una cosa simile, forse più clamorosa.
Appena terminata la "saga dell'alluvione", la racconto.
Dottordivago

Anonimo ha detto...

mizzeca dott., ma c'è qualcosa che non hai fatto?
Marco

anchecheno ha detto...

Invoco la temporanea infermità mentale. La morte repentina del cellulare, naturale estensione dell'omus italicus, può provocare temporanee estraniazione di tempo e di luogo.

sooshee ha detto...

però il parallelo del tipo fra "oh come mi piacciono le armi" e "ovvio cosa voto" a me fa ancora più tristezza del tipo col cellulare. Che se pensi che armi=destra sei un cretino. pericoloso. (e ora ti ho mandato in vacca pure il blog, dopo il feed :))

misterpinna ha detto...

@sooshee: ti assicuro che se vedi il tipo nel suo habitat naturale, dai per scontato che non voti nulla più a sinistra della fiamma tricolore. Comunque è vero, le equivalenze più o meno sono:
uomo di destra + arma = poliziotto e/o fascista nostalgico
uomo di sinistra + arma = brigatista e/o sovversivo
Purtroppo la ggente la "pensa" così.