sabato 18 settembre 2010

Eppure le leggi ci sono...

Leggo sul corriere che una donna, nell'accompagnare il figlio a scuola, indossa il burqa. Mamme e bambini non gradiscono, preside e sindaco si attivano per trovare una soluzione.
Chi mi conosce sa che sono tutto tranne che vicino alle posizione di Miglio, Bossi, Calderoli e soci. Tuttavia sono costretto a notare che esiste la

Legge 22 maggio 1975, n. 152

...
Art. 5
È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino.
Il contravventore è punito con l’arresto da uno a due anni e con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro.
...

Se è stata abrogata, capisco che ci sia un problema.Se invece è ancora in vigore, siccome non mi risulta che portare i figli a scuola sia una manifestazione sportiva per la quale si necessiti di avere il volto coperto... basta chiamare le forze dell'ordine e far applicare la legge.
Siccome sono una gran testa di cazzo, se le forze dell'ordine non facessero applicare la sopracitata legge, il giorno dopo mi presenterei ad accompagnare il pargolo con il solo volto coperto, ma con tutto il resto in bella vista, in palese violazione degli articoloi 527 e 529 del codice penale.
Tanto, se la legge non vale per il burqa, non deve valere nemmeno per l'esibizionismo. Ecco qualcuno che forse ha avuto la mia stessa idea:

Altra questione simpatica: il nomadismo.
L'Italia, come altri paesi, è meta delle cosiddette "popolazioni nomadi" ovvero gruppi di persone che scelgono di non avere una casa, bensì di girare il mondo continuamente, a bordo di camper, roulotte e simili. Bene: se sei nomade, voglio che nomadeggi. Lo stato non ti fa pagare l'ICI, non paghi la Tarsu, probabilmente nemmeno l'IRPEF e tutte le tasse e i balzelli cui siamo sottoposti noi stanziali. Però non esiste che ti installi in un piazzale, facendolo diventare un "campo" nell'arco di alcuni mesi, per poi lamentarti che lì non ci sono servizi (acqua, luce, fogne). Se non ti piace il posto, puoi nomadeggiare altrove. Vorrei anzi che fosse imposto, a chi si definisce nomade, di spostarsi. Non dico tutti i giorni, ma almeno un paio di volte al mese non mi sembrerebbe eccessivo. Se decidi di non essere più nomade, puoi iscriverti al campionato degli stanziali: compri o affitti casa, ti metti in lista per una casa popolare... insomma, devono valere le stesse regole che valgono per il 99% della popolazione italiana.

4 commenti:

Lucy ha detto...

Sì, sono d'accordo. Come dice il Dutur "Niente doveri, niente da dare alla società, tutto da ricevere o procurarsi in qualche modo"

maurizio ha detto...

se una donna islamica usa il burqa a me non ne frega niente, anzi a volte sarebbe giusto adottarlo anche per certe donne occidentali.
Quello che mi fa girare i coglioni è la mancanza di rispetto che hanno gli altri sulla nostra filosofia di vita.
io devo rispettare la tua fede e tu non rispetti la mia, e allora puoi andare a "fanculo".
Per la seconda parte del post oserei dire che si confondono i nomadi con chi non ha voglia di fare un cazzo, non dico bruciamoli, ma almeno facciamo pulizia....... nei modi e usi consentiti dalla legge.

tuttoqua ha detto...

Parole sante. Io, poi, sarei anche un femminista convinto, quindi il burqa mi fa anche girare i cosiddetti.

Sulla seconda parte, io resto sempre dell'idea che non si puo' che usare il pugno di ferro. Sei nomade ma mi rompi i maroni mettendoti li' per 6 anni? Vieni con me che ti accompagno al confine, e se torni ti prendi 30 anni di carcere duro.

Anche perche' il nomade vero, si comporta come tale. Sono i ladri e i fetenti che, con la scusa del nomadismo, si piazzano dove hai detto tu per poter rubare, rapinare, sequestrare bambini e stuprare le donne.

Anonimo ha detto...

Siete una banda di intolleranti xenofobi.
Come me.
Dottordivago