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sabato 18 settembre 2010

Eppure le leggi ci sono...

Leggo sul corriere che una donna, nell'accompagnare il figlio a scuola, indossa il burqa. Mamme e bambini non gradiscono, preside e sindaco si attivano per trovare una soluzione.
Chi mi conosce sa che sono tutto tranne che vicino alle posizione di Miglio, Bossi, Calderoli e soci. Tuttavia sono costretto a notare che esiste la

Legge 22 maggio 1975, n. 152

...
Art. 5
È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino.
Il contravventore è punito con l’arresto da uno a due anni e con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro.
...

Se è stata abrogata, capisco che ci sia un problema.Se invece è ancora in vigore, siccome non mi risulta che portare i figli a scuola sia una manifestazione sportiva per la quale si necessiti di avere il volto coperto... basta chiamare le forze dell'ordine e far applicare la legge.
Siccome sono una gran testa di cazzo, se le forze dell'ordine non facessero applicare la sopracitata legge, il giorno dopo mi presenterei ad accompagnare il pargolo con il solo volto coperto, ma con tutto il resto in bella vista, in palese violazione degli articoloi 527 e 529 del codice penale.
Tanto, se la legge non vale per il burqa, non deve valere nemmeno per l'esibizionismo. Ecco qualcuno che forse ha avuto la mia stessa idea:

Altra questione simpatica: il nomadismo.
L'Italia, come altri paesi, è meta delle cosiddette "popolazioni nomadi" ovvero gruppi di persone che scelgono di non avere una casa, bensì di girare il mondo continuamente, a bordo di camper, roulotte e simili. Bene: se sei nomade, voglio che nomadeggi. Lo stato non ti fa pagare l'ICI, non paghi la Tarsu, probabilmente nemmeno l'IRPEF e tutte le tasse e i balzelli cui siamo sottoposti noi stanziali. Però non esiste che ti installi in un piazzale, facendolo diventare un "campo" nell'arco di alcuni mesi, per poi lamentarti che lì non ci sono servizi (acqua, luce, fogne). Se non ti piace il posto, puoi nomadeggiare altrove. Vorrei anzi che fosse imposto, a chi si definisce nomade, di spostarsi. Non dico tutti i giorni, ma almeno un paio di volte al mese non mi sembrerebbe eccessivo. Se decidi di non essere più nomade, puoi iscriverti al campionato degli stanziali: compri o affitti casa, ti metti in lista per una casa popolare... insomma, devono valere le stesse regole che valgono per il 99% della popolazione italiana.

lunedì 12 luglio 2010

Fastidio

Vi avviso: oggi sono fastidioso.
Sono reduce da un solenne scassamento di minchia, ovvero una riunione con altri operatori del settore (agenti marittimi, terminalisti, spedizionieri, nani, saltimbanchi e ballerini vari) che sarebbe dovuta servire a definire gli aspetti tecnici di un problema di interscambio dati.
Questa riunione è stata richiesta a gran voce dalla società appaltatrice, che si sta occupando di informatizzare alcuni aspetti del mio lavoro per conto dell'Autorità Portuale di Trieste. Vi confesso che temevo di essere un po' impreparato: da tempo ormai non pratico l'informatica "vera" e alcuni aspetti dell'interscambio dati sono abbastanza complessi. Questi soggetti poi sono preceduti da una fama di grandi esperti, particolarmente preparati, quindi questa mattina ero quasi in soggezione, quando insieme ad un'altra ventina di peones come il sottoscritto mi sono presentato alla riunione.
Per consentire ai non addetti ai lavori di comprendere i termini del problema, devo anticipare che da oltre vent'anni esiste un "linguaggio" che le varie compagnie di navigazione, terminal, agenzie ecc. ecc. utilizzano per scambiarsi dati in un formato uguale in tutto il mondo. Un container entra in terminal? Ti mando un messagio "coparn". Una tonnellata di merce è stata consegnata ad un camionista? Ti mando un "codeco". Vuoi un piano di stivaggio della nave? Beccati 'sto "baplie". Tutti questi messaggi fanno parte di uno standard, detto UN/EDIFACT (United Nations Directories for Electronic Data Interchange for Administration, Commerce and Transport) che negli anni è stato curato e standardizzato da un organismo che quasi nessuno conosce... le Nazioni Unite, altrimenti dette ONU. Per chi volesse approfondire, se ne parla qui: http://www.unece.org/trade/untdid/welcome.htm
Quindi supponevo che, parlando di interscambio dati riguardanti merce che entra ed esce dal porto, cotanti esperti conoscessero a menadito lo standard.
Beh, dopo due minuti di riunione, ho scoperto che non solo non conoscono a menadito lo standard: ne ignorano bellamente l'esistenza, proponendo quindi un LORO sistema per lo scambio di informazioni. E' come se il salumiere si mettesse a vendere la merce pesandola in moli, oppure la merceria sotto casa attaccasse a vendere la stoffa in cubiti, invece di usare i metri e i centimetri. Ma la cosa più aberrante di tutto ciò è che gli operatori saranno praticamente "costretti" ad utilizzare questo nuovo portentoso sistema, imposto dall'alto da qualche "esperto" che non sa neanche come sia fatto un porto. Come se non bastasse, il portentoso sistema dovrà essere operativo ed utilizzato da tutti gli operatori entro il primo gennaio.
Benissimo. Un amico mezzo pissicologo mi ha detto una volta che, di fronte alle disgrazie, l'essere umano attraversa cinque fasi:
1) negazione Non è possibile: ho sentito male, ho capito male, è un incubo, adesso mi sveglio.
Ci ho messo dieci minuti buoni a riprendermi dallo shock: pizzicotti, schiaffetti... niente, è tutto vero. Ok, passiamo alla fase
2) rabbia Perché capitano tutte a me? Per fortuna sono riuscito a limitarmi: ma altri presenti hanno dato delle belle prove di incazzatura... passando poi alla fase
3) trattativa Appurato che la disgrazia è inevitabile, e incazzarsi serve a poco... vediamo come affrontarla. Due ore di chiacchiere, problemi tecnici, doganali, normativi, informatici... per scoprire che ad oggi (12 luglio) ancora la normativa non è chiara, non esiste uno standard, un tracciato record... no. Non mi farete tornare alla fase uno, bastardi! Preferisco dirigermi di gran carriera tra le amorevoli braccia della fase
4) depressione, nella quale mi trovo ancora adesso. Mi sto sfogando scrivendo, ma mi deprime il vedere come uno stronzissimo problema di interscambio di dati stia diventando un caso per il quale siano necessari mesi di pianificazione e di sbattimenti vari... tutto per non voler usare uno standard che esiste da oltre vent'anni. Vogliono a tutti i costi reinventare l'acqua calda. Non so se arriverò mai alla fase
5) accettazione... ma se ci arriverò, sarà solo perché cercherò di fare come il buon Commendator Bevilacqua, alias Gilberto Govi... di cui vi sottopongo un breve ma significativo spezzone:

domenica 14 marzo 2010

Il mondo alla rovescia

Sono uno all'antica.
Penso che rubare sia non solo un reato, ma prima di tutto un atto contro la convivenza civile: l'origine delle leggi che col tempo le varie nazioni si sono date è proprio quello di tutelare la società civile da coloro i quali preferiscono utilizzare la forza e l'astuzia invece di guadagnarsi il pane lavorando. La parola "rubare" è abitualmente associata al furto, ma io la intendo in senso lato: ruba chi evade le tasse, ruba chi fa finta di lavorare, ruba chi sceglie la "scorciatoia" inculandosi quelli che rispettano le regole. Sono all'antica dicevo, perché è sotto agli occhi di tutti come invece nella società moderana il furbo, il ladro, siano considerati esempi da seguire. Recentemente si è fatto un gran parlare sui media della riabilitazione di Bettino Craxi, nel decennale della sua morte. Io non avrei nulla in contrario a dedicare vie o piazze al compianto leader del PSI, purché le targhe riportino la verità, ovvero:

Bettino Craxi
Milano 24/02/1934 - Hammamet 19/01/2000
Politico, Presidente del Consiglio, corrotto, contumace

Grande rilevanza sui media, povero Craxi, perseguitato, braccato, eccetera eccetera.
In quei giorni ricorreva anche il ventesimo anniversario della scomparsa di Sandro Pertini: ricorrenza passata praticamente inosservata. E se proprio dobbiamo compiangere la dipartita di un politico italiano mancato in gennaio/febbraio... preferirei Pertini. Sulle targhe delle strade a lui dedicate è scritto: "membro della resistenza, politico, Presidente della Repubblica".

Sono all'antica, ed in più non guardo la televisione. Quindi non subisco l'indottrinamento quotidiano che il 90% dei cittadini italiani si sorbisce di buon grado... e mi stupisco, quando vedo Minzolini proferire la frase "non accetto di fare il direttore dimezzato".
Minzolini è il direttore del TG1. Quindi un giornalista. Quindi dovrebbe preoccuparsi che i suoi collaboratori scrivessero e dicessero cose quantomento plausibili: un direttore serio, se un giornalista dice "Mills è stato assolto", quando invece il reato è andato in prescrizione... prende il giornalista e gli fa un culo come il traforo del monte bianco. Siccome l'integrità non è il suo forte, dovrebbe accontentarsi di fare il "mezzo direttore".

Ma il mondo va al contrario anche nelle cose più piccole. E' di questa mattina l'articolo di repubblica su una signora ottantenne soccorsa dai vigili urbani in casa: viveva in un appartamento/discarica con diversi cani. I vigili, nel soccorrerla, hanno dovuto abbattere uno dei cani con un colpo di pistola, in quanto la bestiola aveva pensato bene di attaccare la padrona cercando di azzannarle la gola. Repubblica, su alcuni articoli, consente l'inserimento di commenti da parte dei lettori. Mi sarei aspettato commenti tipo: "povera donna" o "che mondo di merda, quello in cui i vicini chiamano i vigili solo perché sentono la puzza di morto nel vano scale". Nulla di tutto questo: i lettori attaccavano il vigile in quanto aveva ucciso un povero cane indifeso. Sono sempre più vicino alle idee del buon filosofo ateniese Timone (ca. 320 a.C. - ca. 230 a.C.), cui sono attribuite queste parole:

ateniesi, io ho un'area in cui crebbe un fico, da cui molti di voi si impiccarono. Tuttavia avendo nell'animo di costruire in quell'area un tempio, vi ammonisco che ho intenzione di tagliarlo. Chi dunque pensa di impiccarsi, lo faccia subito.

Non ho la possibilità di piantare un fico, ma se un domani dovessi avere un giardino... sarà il primo albero che pianterò. Potrei anche fornirlo di sgabello e 2 metri di corda: gli smemorati abbondano...

venerdì 5 febbraio 2010

CSI all'italiana

Rieccomi... non sono morto (sgratt).
Solo che il tempo per scrivere qualche minchiata è sempre più raro... gli spunti invece non mancano.
Ho subito un furto in casa.
I primi di gennaio, rientrando a casa, io e misspinna abbiamo trovato la finestra aperta e la casa a soqquadro. Bottino: 2 anelli di misspinna e un mio deodorante.
Avevo già subito furti, quindi già conoscevo quella sensazione di "violazione" dei propri spazi più intimi. E', secondo me, il danno maggiore di un furto. Non mi disturba tanto il perdere alcuni oggetti, anche se cari... quanto il sapere che qualcuno ha rovistato nei miei cassetti, tra le mie cose. Siccome tra le cose che non troviamo più dopo il furto c'è anche un libretto di assegni, ci decidiamo a sporgere denuncia, per poter bloccare il libretto "mancante".
E qui viene il bello.
Ci rechiamo nella più vicina stazione dei Carabinieri, dove veniamo accolti da un gentilissimo appuntato che stila la denuncia. Le domande sono quelle di rito: cosa manca, quando è successo, avete dei sospetti... e qui mi si accende la lampadina.

misterpinna: "mi scusi, ma mentre ne parliamo, mi viene in mente un fatto. Credo potrebbe essere utile..."
carabiniere: "mi dica"
m: "per entrare, i ladri hanno forzato una finestra. E nel farlo, hanno lasciato evidentissime (visibili ad occhio nudo) impronte di mani sul vetro. Anche sull'armadio della camera sono visibili delle ditate non nostre... magari si potrebbero prendere le impronte digitali?"
c: "eh, ma lei deve sapere che il reparto scientifico si muove solo per reati di una certa importanza. Io posso anche chiamarli, ma per un furto mi ridono in faccia..."
m: "...."
c: "potrebbe magari chiamare un investigatore privato."

Ma certo, potrei anche chiamare superpippo.
Se esistesse un database delle impronte dei pregiudicati, e se per ogni reato denunciato si effettuasse il rililevo delle impronte, si otterrebbe come risultato l'attribuzione certa di molti reati che invece oggi rimangono impuniti.
Ma i nostri tutori dell'ordine hanno altro di cui preoccuparsi.
E quelli che dovrebbero decidere gli stanziamenti economici in loro favore, preferiscono finanziare opere inutili e/o dannose.
E i ladri continuano ad agire nella sostanziale impunità.

martedì 24 novembre 2009

Un vero ribelle

Oggi mi sono sentito un vero ribelle.
Intorno alle 13, insieme ad un collega, sono andato a mangiare un panino al bar sotto l'ufficio. E... niente! Già il solo fatto di aver usufruito della pausa pranzo può essere considerato atto di ribellione. Infatti, dopo aver letto l'intervista al ministro per l'attuazione del programma Rotondi mi sono fatto l'idea che mangiare durante la pausa pranzo sia un'azione antigovernativa :-).
Propongo al ministro altre idee, sempre volte all'incremento della produttività.
La prima è la soppressione della possibilità di andare in bagno durante l'orario di lavoro. Per realizzarla senza spiacevoli inconvenienti, basta sostituire tutte le poltrone da ufficio con questa:I più attenti tra voi avranno notato l'apposito contenitore sotto la seduta, utile a contenere eventuali fuoriuscite di liquidi organici dal corpo dello schiav... ehm, del lavoratore.
Ci sono poi altre "ritualità" che rendono difficoltoso l'incremento del PIL. Ad esempio le malattie... bisognerebbe andare al lavoro sempre e comunque. Non parliamo poi dell'altro "rito" chiamato "ferie": un abominio, da abolire al più presto. Mi fermo qui, ma certamente Rotondi e i suoi degni compari sapranno trovare altre strane usanze da estirpare. L'importante è produrre.

domenica 7 giugno 2009

Il bastardo che c'è in me...


...ogni tanto reclama le luci della ribalta.
Succede così, all'improvviso, e il mio lato buono non può far altro che soccombere e godersi lo spettacolo. L'ultima volta è stato in treno, circa due settimane fa. Solito trasferimento Trieste - Genova, con piccola variazione sul tema in quanto a milano mi attendeva il buon Alessandro per passare un pomeriggio in compagnia... comunque, dopo il tratto Trieste - Mestre, salgo sul treno Eurocity per Milano. Mentre il treno arriva, noto una signora sulla cinquantina, con una valigia più grande e più pesante di lei: mi sorge spontaneo un moto di solidarietà (potrebbe essere la mia mamma) e le carico la valigia a bordo, praticamente slogandomi una spalla.
Caso vuole che la signora abba il posto prenotato dall'altro lato del corridoio rispetto al mio. Dopo pochi minuti arriva una signora anziana, che in seguito scoprirò avere 83 anni, la quale si accomoda di fronte a me. Siccome sono noto per essere un gran chiacchierone, estraggo dallo zaino il mio libro e attacco a leggere :-)
Il treno è in ritardo di circa 20 minuti, e una delle due signore ne chiede conto al capotreno, che con un perfetto accento reggino, la informa che il ritardo è dovuto al ritardo del convoglio precedente. Allontanatosi il capotreno, le due mature passeggere attaccano un discorso di quelli che richiedono un numero dispari di interlocutori, ma in tre si è troppi.
Partendo dall'accento del capotreno, sicuramente non Padano, il discorso si avvia inevitabilmente lungo i binari del luogo comune, e con una tabella di marcia degna del miglior convoglio svizzero, le due cominciano a discuisire su questioni di immigrazione, scivolando inevitabilmente nel più bieco razzismo. Mi sono ovviamente pentito amaramente di aver aiutato la demente cinquantenne, e nell'incazzatura contingente nel mio cervello una vocina ha cominciato a sussurrare...
- "Marco, quando ti ricapita un'occasione così? Dai, chiudi il libro e fammi parlare..."
-"ma no, stai buono, potrebbe esserci qualcuno che conosci..."
-"Ma chi vuoi che ci sia, e poi vuoi mettere la soddisfazione?"
-"Vabbè, ma giusto dieci minuti, ok?"
E così, in sordina, mi sono introdotto nel discorso. Piano piano, senza scoprirmi troppo, altrimenti si accorgono che le sto pigliando per il culo... Ho cominciato raccontando un aneddoto di un'amica, aggredita in pieno centro da un extracomunitario. Poi son passato a descrivere le condizioni disastrate di certe vie del centro di Genova, "covo di spacciatori e papponi" invariabilmente appartenenti a razze non ariane.
Dopo 20 minuti, ero diventato il figlio/nipote che le due signore avrebbero desiderato: un fiero appartenente dell'Italica razza, smanioso di vedere campi di concentramento ed esecuzioni sommarie destinati agli inquinatori del nostro inestimabile patrimonio genetico. Chi mi conosce, sa quanto questi discorsi mi diano letteralmente il voltastomaco... ma per una volta, il bastardo che c'è in me l'ha avuta vinta. E mi ha aiutato a capire in che mondo di merda ci ritroviamo a vivere, circondati da "persone per bene" che per il semplice fatto che tu sei un "diverso" ti vedrebbero bene sotto tre metri di terra.
Prometto solennemente che se mi dovesse capitare di nuovo una situazione analoga, farò la parte dell'albanese ben integrato... ma solo dopo che gli interlocutori si saranno lasciati andare a frasi tipo "questi albanesi son tutti papponi e spacciatori".
Tra l'altro, tutte le mie cautele legate alla possibilità che le due si accorgessero della solenne presa per il culo si sono dimostrate inutili. Almeno in questo caso, era evidente come l'odio viscerale e la paura del diverso le rendessero assolutamente incapaci di riconoscere in me (apparentemente uguale a loro) un possibile nemico. Se avessi avuto anche giacca e cravatta, sarebbe stato ancora più facile.

mercoledì 8 aprile 2009

Rieccomi

Alcuni sostengono che la scrittura sia un modo per dare sfogo al malessere di chi scrive (immagino uno scrittore seduto sulla tazza con le lacrime agli occhi per le coliche).
Altri invece ritengono che lo scrivere sia un modo per gratificare l'esibizionista che c'è in ognuno di noi. Io non sono sicuro del perché scrivo qui, ma sono sicuro che quando non scrivo è per due fondamentali motivi: mancanza di tempo, o mancanza di argomenti (o la somma dei due).
E' anche vero che recentemente mi sono preso una settimana di simil-ferie (lavoravo da casa) e che ho cercato, per quanto possibile, di disintossicarmi dal mondo e dalle sue follie. Siccome l'interfaccia del mondo verso di me è il PC, ho acceso il portatile lo stretto indispensabile... ma il mondo ha bussato prepotentemente alla mia porta con il terremoto in Abruzzo.
Ero a casa, bellamente spaparanzato sul divano che mi leggevo "Silenzio assoluto" romanzo di Frank Schätzing. Lettura leggera, adatta appunto alla disintossicazione. Mi sono mosso per girare pagina, e ho urtato il telecomando del televisore, che si è acceso su una edizione straordinaria del TG: La terra trema in Abruzzo.
Orpo, 'spetta un attimo che guardo che succede...
"Questa notte ore 3.30 blah blah blah terremoto 5,8 scala richter blah blah morti, feriti, dispersi... ZOT".
Riassunto: c'è stato un terremoto all'Aquila. Dove ero rimasto? Capitolo 4...



niente da fare.
E' come se ad un tossico in comunità, all'improvviso avessero fatto annusare l'odore della droga.
Lascio perdere il libro e accendo il PC.
Corriere della Sera, Ansa, Repubblica, tutti danno notizie sul sisma. Siccome detesto il modo di fare giornalismo sensazionalistico, mi limito a leggere i titoli, senza approfondire i casi umani che il "giornalista" di turno si ostina a propinare.
E qui apro una parentesi:

giornalista che chiede ad una signora, in lacrime:
- "signora, lei ha perso dei parenti?"
- "mio figlio, mia nuora, due nipotine..."
- "come si sente?"
Caro giornalista: devi ringraziare il cielo che la signora non ha la mia tempra, ma soprattutto la mia forza nelle gambe. Perché se mai (grattatina di balle) un giorno dovessi trovarmi nei suoi panni, e un sedicente giornalista mi chiedesse come mi sento, tirerei un rigore nei coglioni all'imbecille. Per poi invitarlo a raccontarmi quali siano le sue sensazioni.
Chiusa parentesi.
Scorrendo i titoli, scopro che un ricercatore del centro di fisica del Gran Sasso nei giorni scorsi è stato denunciato per procurato allarme da Bertolaso & C, in quanto aveva "predetto" lo scatenarsi di un sisma nella zona. Molto si è detto nei giorni successivi sulla questione.
Io mi limito a far presente alcuni fatti:

1) 20 anni fa, le previsioni del tempo erano appannaggio del colonnello Bernacca. Che non ci azzeccava quasi mai, nemmeno a 24 ore. Oggi abbiamo le previsioni del tempo settimanali, e sono ragionevolmente precise.
2) questo signore non ha "divinato" il futuro con l'ausilio di pendolini o tarocchi, ma osservando dei fenomeni fisici (che sono il suo pane quotidiano) mettendoli in relazione con una cosa che esula totalmente dai suoi interessi. E utilizzando uno strumento di misura autocostruito.
Gutenberg era un orafo ma ha inventato la stampa. Benjamin Franlin faceva il tipografo ma inventò il parafulmine, le pinne e l'ora legale. Il che mi fa pensare che anche se uno non è un esperto del ramo, può avere delle ottime idee.
3) il costo della ricerca di quest'uomo è infinitesimo, rispetto ai benefici che potrebbero derivarne.

Quindi a mio modesto parere sarebbe meglio prendere il ricercatore, fornirgli qualche decina di migliaia di euro, e vedere dove va a parare la sua ricerca. Se va male, abbiamo perso qualche spicciolo (e il ricercatore ha perso tempo e il proprio lavoro). Se va bene, otterremo uno strumento in grado di aiutarci a salvare migliaia di persone in futuro. A lui la gloria, all'umanità i frutti. Ma i nostri rappresentanti preferiscono chiudere la bocca in malo modo ad un potenziale genio, per continuare a raccogliere i cocci dell'ennesima distruzione "imprevedibile".

"lo sanno tutti che prevedere i terremoti è impossibile" tuonava il premier, con coro di Bertolaso, e sottofondo di Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia il giorno dopo il sisma.

Affermazione che mi ricorda molto la famosa presa di posizione di Ernst Mach, all'indomani delle scoperte di Albert Einstein:

"Non accetto la teoria della relatività, così come non accetto assolutamente l'esistenza degli atomi o di altri dogmi analoghi."


giovedì 5 marzo 2009

Circonvenzione d'incapace


Alcuni commenti al blog di TuttoQua mi hanno fatto venire in mente una cosa.
Le Signore Marchi (Wanna e Stefania) sono state condannate per truffa e circonvezione d'incapace.
Ma cosa è la circonvenzione di incapace?
Wikipedia riporta:

La circonvenzione di incapace è un delitto previsto e punito dall'art. 643 del codice penale. Consiste nell'abusare dei bisogni, passioni o dell'inesperienza di persona minore o in stato d'infermità o deficienza psichica, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto. Completa la fattispecie la circostanza per cui la condotta dell'incapace deve consistere in un atto dannoso per sé o per altri.

Quindi, se loro sono colpevoli, coloro che hanno dato dei soldi a queste due signore sono incapaci. Ovvero, dovrebbero essere dichiarati tali, e vedersi ritirare la patente, la tessera elettorale, ed essere assistite da un tutore. Del resto, se uno crede ancora nel malocchio, o che una crema possa far perdere 20 Kg, direi che ha proprio bisogno di un tutore. Di quelli bravi, eh...
Con questo non voglio dire che sia sbagliato condannare due truffatrici: troverei giusto però punire anche chi le ha aiutate a far quattrini a palate.

lunedì 9 febbraio 2009

Sul testamento biologico e altre amenità

Ciao a tutti, questa sera scrivo a caldo, sull'onda di due cose che mi hanno fatto riflettere.
La prima è il post del Dottordivago sulla donazione degli organi, la seconda è una notizia di pochi minuti fa: Eluana Englaro è deceduta.
Il risultato del post del divagatore folle è che mi sono scaricato un bel prestampato di testamento biologico, l'ho preparato con i miei dati e nei prossimi giorni lo firmerò e consegnerò a chi di dovere (anche se so che sarà accolto da sacrosante grattate e scongiuri).

Ma passiamo alla seconda faccenda...
Sono diversi giorni che mi rifiuto di leggere notizie e ascoltare i telegiornali che invariabilmente sparano minchiate a raffica sulla questione. E allora, vi chiederete voi... adesso vuoi spararne un po' tu, di minchiate? Si. Tanto mi leggete in dieci, e avete il vantaggio che se vi annoio basta un click dell'indice per spazzarmi via.

Ah ecco, volevo un po' vedere se avevi il coraggio di interrompere qui la lettura!

Dicevo di minchiate a raffica... quello che mi ha fatto più imbestialire è (manco a dirlo) lo psiconano. Come si fa a dire "Eluana potrebbe avere anche dei figli".
Forse non gli hanno spiegato che viveva attaccata a un sondino da 17 anni? Non riesce ad immaginare in che condizioni disastrose fosse il suo corpo?
E quell'altro simpaticone di Pierferdi a tenergli banco: "E' un omicidio". Pierferdi, fammi una cortesia: prima di parlare, mettiti un sondino su per il naso, un catetere, e stai immobile per... diciamo due mesi. Passati i due mesi, ci racconti come va. Poi moltiplica tutto per 100 (eh si... 17 anni sono OLTRE 200 mesi, o 6000 giorni) e forse il tuo cervellino arriva a capire come potresti stare in quelle condizioni. Ma soprattutto, immagina i tuoi cari come sarebbero contenti, a vederti vegetare giorno dopo giorno. Poi riparliamo di omicidio, ok?

Ma passiamo al tocco italiota della faccenda. L'ANSA nei giorni scorsi riportava:

Gli ispettori inviati dal ministro Sacconi visitano la clinica e verificano alcune irregolarità di tipo amministrativo sull'uso della stanza

Eh, son problemi. C'è un detto che recita:"Quando il saggio indica la luna, lo sciocco guarda il dito." Qui siamo andati oltre: qualcuno fa notare che ci vorrebbe una regolamentazione sul testamento biologico, e la risposta è un'ispezione amministrativa ad una clinica.
Ma forse mi sbaglio: magari Eluana è morta perchè il contratto tra l'associazione "per Eluana" e la clinica "La quiete" conteneva degli errori di ortografia.

Infine il top del disgusto: lo raggiungiamo questa sera, grazie ai nostri beneamati (dis)Onorevoli. Il Senato è riunito in seduta straordinaria per discutere il disegno di legge che dovrebbe costringere i medici a ri-alimentare Eluana. Giunge la notizia della morte dell'interessata, e i nostri simpatici eletti cosa fanno? Ecco il titolo del Corriere:

Marca "bravo" ai senatori. Ottimo modo di dimostrare il vostro cordoglio, la reale partecipazione ad un dramma che si trascina da oltre diciassette anni. Un bell'esempio per le persone che ancora vi ritengono importanti, una splendida figura nei confronti della famiglia.

martedì 23 dicembre 2008

Sono una merda

Ieri ho fatto il consueto trasferimento Trieste - Genova.
Questa volta in treno (dopo le disavventure con Alitalia, meglio non rischiare...) partenza alle ore 6.35 da Trieste... quindi svegli aalle 5.30. In uno stato prossimo al coma salgo sul treno Trieste-Milano, che essendo diretto in Svizzera, è uno di quei treni che io definisco "con le ruote rotonde".
Silenzioso, comodo, puntuale, pulito.
Verso le 7.30 accendo il portatile e lavoro fino alle 10.30, alle 11 cambio a Milano, alle 13 sono a Genova. Tutto regolare, sono solo un po' rincoglionito dal sonno. Salgo sull'autobus per andare a casa, e sono stanco e incazzato col mondo. La vicinanza di tante persone (mediamente maleducate) il viaggio lungo... insomma, mi sento in diritto di essere incazzato e voglio andarmene a casa a farmi una doccia e riposarmi un po'.
Sull'autobus mi siedo a fianco ad una signora anziana, diciamo sui 65 anni, che a un tratto risponde al cellulare e si scusa perchè sta arrivando in ritardo... poco dopo, non so come, iniziamo a parlare e vengo a sapere che:

- quella mattina, come sempre, si è svegliata alle 5, per prendere il treno alle 6 e andare a lavorare.
- E' uscita un po' prima prendendo un permesso, è andata a comprare un po' di frutta secca per Natale, quindi si è messa sull'autobus per tornare a casa
- A casa ha un marito infermo, assistito da una badante con la quale era al telefono poco prima
- Nel pomeriggio rientrerà a lavorare, per tornare a casa intorno alle 20.

Il tutto detto con una naturalezza e con un sorriso sulle labbra che mi han fatto capire quanto stronzo fossi a sentirmi stanco e incazzato per aver viaggiato 6 ore in treno, lavorandone 3 e comunque con le chiappe su una comoda poltrona di prima classe.

Buon Natale...

mercoledì 10 dicembre 2008

Disclaimer

Odio i disclaimer.
Per chi non sapesse cosa sono: trattasi di testo in "legalese" appiccicato ad ogni e-mail inviata. Robe tipo:

This e-mail is intended exclusively for the addressee. If you are not the addressee you must not read, copy, use or disclose the e-mail nor the content; please notify us immediately [by clicking "Reply"] and delete this e-mail.
The contents of this e-mail as received may not be a complete version. The information in this e-mail is confidential and may be privileged. If you are not the intended recipient, please destroy this e-mail and notify the sender immediately - you should not retain, copy, distribute or use this e-mail for any purpose, nor disclose any of its contents to any other person.

Questo in OGNI messaggio inviato.
Conversazione e-mail tra due utenti che utilizzano i disclaimer:

Ciao, come va?

This e-mail is intended....

Bene!

This e-mail is intended...

eccetera eccetera.

Insomma: i disclaimer, oltre ad essere assolutamente inutili, sono estremamente dannosi, in quanto impediscono la lettura di una "conversazione" instaurata tramite scambio di e-mail. Qua si impone una digressione (altri le chiamano "divagare") sull'odiosa pratica del "top-posting" ovvero l'abitudine di rispondere ai messaggi SOPRA a quello che ci è stato scritto. Un ignoto genio ha scritto questa cosa, che dovrebbe essere marchiata a fuoco sul dorso delle mani di chiunque utilizzi un PC:

A: Because it messes up the order in which people normally read text.
Q: Why is top-posting such a bad thing?
A: Top-posting.
Q: What is the most annoying thing in e-mail?

Che tradotto è all'incirca:

Risposta: Perchè inverte l'ordine in cui la gente normalmente legge il testo.
Domanda: Perchè il top-posting è una cosa così brutta?
Risposta: Il top-posting
Domanda: Qual è la cosa più fastidiosa nello scambio di messaggi e-mail?

Ma tanto la gente continuerà a top-postare. E ad usare disclaimer inutili ed assurdi.

Tornando ai disclaimer: non solo sono inutili e dannosi. Molti sono anche stupidi. Ad esempio, quello che ho citato sopra, quando dice "If you are not the addressee you must not read..." ok, non avrei dovuto leggere. E adesso? Mi suicido? Mi mandi un sicario a casa? Un avviso del genere andrebbe messo all'inizio del messaggio, non alla fine. Ma forse, leggendo quella roba, la gente interromperebbe la lettura per telefonare al mittente e mandarlo a fare in culo. Senza omettere un bel disclaimer vocale al termine della telefonata.

Comunque ho deciso: le mie e-mail, da oggi, si concluderanno con questo disclaimer studiato apposistamente per me dal reparto legale dell'agenzia dove lavoro.

In ottemperanza al D.L. n. 196 del 30/6/2003 in materia di protezione dei dati personali,le informazioni contenute in questo messaggio sono strettamente riservate ed esclusivamente indirizzate al destinatario indicato, oppure alla persona responsabile di rimetterlo al destinatario. Se hai ricevuto questo messaggio, e stai leggendo queste righe, suppongo che tu abbia letto anche quello che ci sta sopra.
Qualora tu sia chi dici di essere, e tu sappia che io sicuramente volevo inviarti questo messaggio, tutto ok. Se tu invece non sei chi dici di essere, o io non volevo mandarti questo messaggio, avvisami. Provvederò a mandarti a casa (o in ufficio) un incaricato, il quale avrà cura di cancellare il messaggio dal tuo PC. Lo stesso incaricato provvederà ad ipnotizzarti per rimuovere dal tuo cervello (qualora tu ne abbia uno) i ricordi di questo messaggio.
Qualora tu fossi una coniglietta di Playboy, specificalo nel messaggio di notifica. Non manderò l'incaricato: verrò di persona.

domenica 7 dicembre 2008

Il lavoro è lavoro...

...ma dopo un po' uno si rompe le palle.
Forse perchè son due giorni che faccio giornate da 12 ore mentre gli altri si godono il week-end lungo.
O magari perchè in questo fine settimana mi son capitati diversi contrattempi, che hanno reso i due giorni particolarmente faticosi.
C'è anche da considerare che oggi era una bella giornata, e mentre andavo a bordo di una petroliera ho incontrato i miei amici che con la moto se ne andavano a fare un bel giretto.
Poi a Natale sono tutti più buoni, ma siccome ho a che fare con equipaggi indiani (che del Natale se ne fottono) mi son trovato due simpatiche comitive di mangiamerda.
Fatto sta che oggi ho le balle in giostra. E quando sono in questa condizione, le cose che di solito mi scivolano senza troppi problemi mi stimolano delle riflessioni. E' un po' come se mi scolassi un bottiglino di Guttalax: devo sparare la mia cagata.

Giusto due paroline ai direttori di reti televisive / caporedattori di TG:

Ragazzi, smettetela di fare i servizi sulla crisi, sul natale, sull'influenza.
Riciclate quelli dell'anno scorso, tanto è uguale.
Lo so che ormai è tardi, e quelli per il cenone sono programmati: vi dò un paio di suggerimenti su quelli da cercare in archivio:
Dopo le feste natalizie, zitti zitti, tirate fuori dal cilindro i consigli degli esperti per perdere quei chiletti in più dovuti alle libagioni nataliz/capodannesche. Vedrete che nessuno se ne accorge. In diretta prosecuzione, verso metà gennaio... vai con l'epidemia di influenza. Cosa mai dovremo fare con l'influenza? Farci una doccia fredda e correre nudi in strada? NOOOOO! A letto, bere molto, vitamina C... ecc ecc. Intervista al sedicente esperto, e via.
Per febbraio tenete pronti i servizi esclusivi su freddo eccezionale, Bora a Trieste, Neve in Val Badia e nebbia in Val Padana. Se dovessero esserci neve a Trieste, nebbia in Val Badia e bora in Val Padana, toccherà rifarli. Ma io confiderei sulla ripetitività del clima.
Un grande classico il consiglio dell'esperto su come sopravvivere al cambio dell'ora solare/legale. Magari scambiatevi esperti ogni tanto... come le figurine. Così chi segue solo un TG, di anno in anno, vede una faccia nuova.
Da lì in avanti è tutta discesa: raffreddori da fieno per la primavera, piogge fuori stagione, i primi caldi in Sicilia... dai che avete capito: mi fermo qui.
Se doveste aver bisogno, il mio indirizzo e-mail lo sapete. Non dico mai di no: il lavoro è lavoro...

martedì 11 novembre 2008

Alitalia: V A F F A N C U L O

Tanto per essere chiari.
Ieri sono stato vittima dello sciopero selvaggio Alitalia.
Il mio volo sarebbe dovuto essere un normalissimo Genova - Fiumicino - Trieste.
Normalissimo una sega, direte voi... cosa vai a farci a Fiumicino per andare a Trieste? Le misteriose regole delle compagnie aeree vogliono che per fare 400 Km, me ne debba sciroppare 1000. E' un po' come alzarsi presto alla mattina per andare a pisciare lontano... ma siccome il cesso è il loro, tocca adeguarsi.
Ma torniamo al volo... partenza da Genova alle 11.10, previsto arrivo alle 12.00 a Fiumicino.
Poi partenza da Fiumicino alle 13.20 per arrivare a Trieste alle 14.20 o giù di lì.
Alle 10 sono in aeroporto, e già marca male: al check in mi dicono che il volo per Roma non è ancora partito da Fiumicino, per "problemi su una pista". Siccome ho la coincidenza da prendere, mi fanno imbarcare su un volo AirOne... e apro una parentesi.
AirOne - Alitalia: 5 a 0.
Aereo nuovo, pulito, silenzioso. Due sventole di hostess (non guasta) per giunta gentilissime e preparate sugli orari dei voli e sull'ubicazione dei gate a Fiumicino. Non serve che vi dica perchè ad Alitalia ho dato 0, vero?
Arrivo a Fiumicino alle 12.30. Giusto in tempo per rifare il check-in al banco Alitalia (a Genova non potevano farmi la carta d'imbarco perchè cambiavo compagnia !? ) e dispormi in attesa davanti al gate A12.
E qui comincia il cinema.
Allo stesso gate imbarcano altri 2 voli, in contemporanea, ambedue per Milano.
Dietro al desk ci sono tre megere in abito verde, che cercano di controllare la situazione.
Gli annunci prodotti da una delle tre sono di questo tenore:

"I passegge …. lo…. enti…anta….sono pregati …..rsi ….gate ….odici."

Se non sei a un metro, non capisci una beneamata. E se sei straniero? Cazzi tuoi. Annunci solo nella lingua del sommo. Nel frattempo le altre due, in perfetto romanesco (che come noto è idioma compreso da gran parte della popolazione europea) smistano il traffico di quelli che arrivano a quel gate convinti di imbarcare sui voli effettivamente indicati sul display sopra le teste delle tre grazie... ma ovviamente il display è sbagliato.
In mezzo a questo casino esce dal gate un pilota, che raccoglie quella decina di passeggeri diretti a Trieste e spiega, con aria mesta, che dobbiamo attendere qualche mezz'ora a causa della carenza di personale di terra addetto allo scarico dei bagagli. In pratica l'aereo c'è (lo ha portato lui, e lo vorrebbe riportare a Trieste) ma manca il facchino. Giuro che sono stato tentato di dire: bene, le braccia le ho buone: dove devo mettere il bagaglio che disturba? Poi il "buon senso" ha avuto il sopravvento. Intanto si son fatte le 13.30... vado a mangiare un panino e a scrivere due boiate all'amico dottor divago .
Mentre scrivo... arriva la ferale notizia: il mio volo è stato cancellato.
Me l'aspettavo, e a parte qualche madonna, ho avuto una reazione controllata.
A questo punto vado al desk Alitalia per sapere che si fa... e dopo solo un'ora di coda, mi danno una seconda carta d'imbarco, per il volo AZ1361 delle 17.20.
Però sono in "stand-by", ovvero in lista d'attesa.
La signorina mi dice di recarmi al gate A23, anzi... al desk di fronte al gate A23 denominato "waiting list" lì mi sapranno dare maggiori informazioni. Peccato che a quel desk, così come a TUTTI gli altri gate al piano, non si veda anima viva.
Alle 17.45 corre voce che tutti i voli a parte quello per Bari siano stati cancellati.
Torno al desk Alitalia: vedo dai display che il mio secondo volo è stato cancellato. Per parlare con un'addetta dovrei fare almeno 2 ore di fila.
Alle 18.00 affitto una macchina e parto per Trieste, dove arriverò alle ore 1.00 dopo 700 Km di autostrada.

Auspico la chiusura totale di Alitalia.

Non tanto per lo sciopero (ci può stare) ma per la TOTALE mancanza di informazioni ai clienti.
I 300 euro che gli ho dato per il volo erano buoni.
A Genova, prima di partire, sarebbe bastato dirmi: "bella stella, già hai goduto dei nostri servizi per fare Trieste - Genova. Oggi non se ne parla: abbiamo di meglio da fare che scarrozzarti fino a Trieste".
Mi sarei noleggiato una macchina e alle 16 sarei arrivato a destinazione.
Invece mi hanno dovuto far arrivare a Fiumicino... e mi hanno tenuto là per 6 ore senza dirmi nulla, rimpallandomi da desk a desk. Tempo fa scrivevo che forse i dipendenti Alitalia fanno più danno quando lavorano che quando stanno in cassa integrazione. Adesso ne ho la conferma.

venerdì 3 ottobre 2008

Di chi è la colpa?

Ieri due adolescenti siciliani, a bordo di un motorino, si sono schiantati contro una Fiat Punto, perdendo ambedue la vita. I due minorenni erano a bordo di un ciclomotore (prima infrazione), con l'assicurazione scaduta (seconda infrazione), e non si sono fermati all'alt della polizia, fuggendo (terza infrazione, prima grande cazzata e credo anche reato). Hanno poi imboccato contromano una strada a grande viabilità (quarta infrazione e seconda grande cazzata) e hanno terminato la loro corsa contro il cofano di una Fiat Punto.
Ieri sera a "studio aperto" (guardatelo ogni tanto, è divertente quasi come un reality show) sono stati presentati come due vittime, che per non farsi sequestrare il motorino dai terribili pulismani, sono stati costretti a fuggire. Parenti e amici, intervistati dall'onnipresente "giornalista", si scagliavano verbalmente contro le forze dell'ordine.
Chi mi conosce sa che non ho nella mia top ten di simpatia le forze dell'ordine, ma per una volta che fanno il loro dovere... capisco che i genitori dei ragazzi possano essere sotto shock, ma il "giornalista" e la redazione del "telegiornale" cosa ci stanno a fare? Vabbè che erano in Sicilia, ma questi due angioletti hanno commesso una riga di infrazioni e di stupidaggini che se provi a farlo in qualsiasi paese civile, i poliziotti non solo ti inseguono: ti sparano. E se ti accoppano beccano pure un encomio.
Comunque poco dopo ho visto il servizio sulla faccenda del TG3... e anche lì non gli andava mica tanto bene che i terribili poliziotti avessero costretto i due poveri ragazzi alla fuga terminata tragicamente.
E allora ecco come avrebbe diffuso la notizia il TGmP (TGmisterpinna)

Questo pomeriggio l'ennesimo tragico incidente si è verificato sulle strade siciliane.
Due giovani, a bordo del motorino di uno dei due, sono morti nello schianto avvenuto contro una Fiat Punto, che viaggiava sulla propria corsia di marcia. L'autista (sul quale sono in corso accertamenti) non si è avveduto del motorino che procedeva contromano, inseguito dalla polizia che cercava di bloccarlo, dopo che i due avevano forzato un posto di blocco. I ragazzi non si sono fermati all'alt forse per via dell'assicurazione scaduta, in quanto temevano il sequestro del mezzo. Con un eccesso di zelo draconiano, gli agenti si sono lanciati all'inseguimento: vistisi braccati, i ragazzi sono stati costretti ad imboccare contromano una strada ad alta percorrenza. Purtroppo in quel momento una Fiat Punto sopraggiungeva nel senso di marcia opposto; l'autista, imperdonabilmente, non riusciva ad evitare lo schianto. I soccorsi, pur arrivati tempestivamente, non hanno potuto nulla: i due sono arrivati al pronto soccorso già morti.
Speriamo che sia gli appartenenti alla pattuglia sia l'autista dell'auto assassina riflettano sull'opportunità dei loro gesti: i poliziotti avrebbero potuto evitare di intimare l'alt ai due, mentre il guidatore della punto avrebbe fatto meglio a starsene a casa, invece di intasare le vie di fuga. Inoltre non si capisce come abbia fatto a non riuscire ad evitare un motorino che, francamente, si vedeva benissimo.

E già, quello che proprio non mi è andato giù è proprio l'atteggiamento dei media nei confronti dell'autista: magari era ubriaco, o drogato... e loro non ci hanno pensato.
Comunque, in tutta questa storia, gli organi di informazione ci fanno proprio una bella figura. Come direbbe un mio amico:

Marca "bravo" ai giornalisti.

Alla prossima.